Categoria: Sport

Bennacer, anno del rilancio?

I problemi fisici hanno assillato il giocatore nella scorsa stagione ma ora Pioli intende costruire intorno a lui la squadra.

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In campo silenzioso ma fondamentale

Forse molte ombre sono scomparse dopo quel diagonale dando dimostrazione che Bennacer può splendere. 21 partite da giugno 2020 a febbraio 2021 ed il Milan con lui in campo non ha più perso in serie A. Ottimo lavoro da parete di Pioli nel trovare la squadra giusta e furbizia del giocatore che senza strillare, ma anzi sussurrando in francese a Kessie suo amico, ha agito in campo.

Bennacer non è il tipo che alza la voce anzi in campo non si vede e non si sente ma risulta nei 90 minuti fondamentale. La stagione passata è stata poco favorevole per lui per tutti i problemi fisici ma ora sembra che la cosa si sia sbloccata.

E’ arrivato il primo gol con un sinistro preciso nella partita amichevole contro la Pro Sesto la prima della nuova stagione. Dopo l’operazione al piede l’algerino è di nuovo in mediana e non intende mollare adesso.

Occhi aperti su Tonali

Un giocatore che già da ragazzino era un ragionatore a 360°. Sia in campo che fuori distingueva molto bene il bene dal male e risultava più grande della sua età. “molti giovani non pensano e se lo avessi fatto io forse in questo momento sarei a vendere droga”.

Per passione è un fantasista ma con l’aiuto di Andreazzoli è diventato un regista. Lui fu il primo che lo consigliò nell’arretrare il suo raggio di azione. “Somiglia a Paredes, ha palleggio e qualità”. Per questo occorre un gioco basso. Dopo aver scalato la vetta il prossimo anno lo troveremo in Champions.

Solo sei anni fa giocava in sesta serie francese mentre ora rappresenta un perno del Milan per Pioli. Occhio però perché dietro di lui scalpita Tonali. Quest’ultimo è stato riscattato dal Brescia e nella scorsa stagione ha disputato 37 partite. Sandro ha solo 21 anni ma è un ragazzo che punta alla titolarità.

Sicuramente si fa notare dal c.t. Il precampionato lo giocheranno lui e Ismail insieme. Kessie ora è a Tokyo impegnato con la Costa d’Avorio nell’Olimpiade quindi si può assistere al tandem Bennacer-Tonali.

Cosa succederà a Gennaio

All’inizio della scorsa stagione tutto ok poi ecco gli stop. Infortunio al bicipide femorale, problemi al piede ed altro hanno contribuito alla sua assenza per ben 25 partite. Ora queste cose vanno messe alle spalle perché la stagione 2021-2022 sarà colma di impegni.

Campionato di serie A, la Champions League e a gennaio la Coppa d’Africa. Due saranno i giocatori che il Milan perderà, lui e Kessie la coppia costruita da Pioli. Tonali è già pronto ma ancora non lo è il quarto mediano.

Potrebbe rimanere Pobega ma il ritorno di Bakayoko intriga il Milan. Bennacer sarà protagonista anche con l’Algeria, è da incorniciare l’ultima edizione della Coppa. Prima di trasferirsi al Milan è stato campione d’Africa e nel 2019 miglior giocatore a soli 22 anni.

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Champions League, nuovo format e quando si giocherà

Il calcio è in subbuglio come la politica dopo l’annuncio della Superlega calcio europea, la competizione ufficializzata da Florentino Perez insieme a 12 club fondatori che comprende anche le tre italiane Inter, Milan e Juventus.

La Fifa è in procinto di chiedere la fuoriuscita delle squadre che parteciperanno ad un torneo considerato privato ed esclusivo, una stoccata al calcio popolare e sociale.

Calendari semifinali che al momento si confermano ancora

Il Comitato Uefa al 18 aprile, giorno di ufficializzazione del nuovo format Champions, ha risposto alle dodici squadre fondatrici, provvedimenti saranno presi e potrebbero mettere in pericolo i calendari sia delle semifinali Champions che di Europa League ma al momento i calendari si confermano come sono.

Semifinali Champions di andata 27 e 28 aprile, Real Madrid contro Chelsea, Paris contro Manchester City. Semifinali di ritorno al 4 e al 5 maggio, finale presumibile a maggio con calendario e orario non ancora definitivo.

L’Europa League si conclude al momento con le semifinali Villareal contro Arsenal, Manchester United contro Roma, nelle analisi giallorosse si parla già di ingresso nella futura Uefa Conference Europe, il terzo torneo ufficializzato in questi giorni. Nei bookmakers italiani e stranieri (un esempio è italia 1bet) gli scossoni che abbiamo raccntato non piacciono perché prevedono la riscrittura dei calendari e la cancellazione di partite già quotate, questo evento ancora non si è verificato, la cosa da attendere nei prossimi mesi saranno i nuovi antempost e potenziali calendari dopo la finale delle stagioni 2020/2021.

Spieghiamo adesso il nuovo formato Champions 2024/2025

Le riforme Uefa hanno riguardato sia Champions League che Europa League e includono la novità e organizzazione dell’Europa Conference League.

Giocheranno 36 squadre invece che 32 con trasformazione importante della fase a gironi, ogni squadra giocherà sempre 10 partite contro 10 avversarie. Non più partite di andata e ritorno ma cinque avversarie a casa e cinque avversarie in trasferta, fino al 2024 rimarrà invece il formate sei partite contro tre squadre con andata e ritorno, ovvero casa e trasferta.

Da questo giro di partite si qualificano otto squadre per la fase a eliminazione diretta, si giocano gli spareggi in andata e ritorno i club che si trovano dal 9 a 24 posto in classifica. Anche Europa League avrà più squadre e più partite, 8 nella fase campionato, per l’Europe Conference League invece ci saranno 6 partite.

Il nuovo format Champions come scritto nel titolo si giocherà dal 2024, la stagione 2022 al momento è confermata con 32 squadre per la fase a gironi, 26 qualificate di diritto e ei vincitrici degli spareggi.

La fase a campione e la Europe Conference League

La qualificazione per la Uefa Champions League, scrive il Comitato tecnico, rimarrà aperto e legato al piazzamento in campionato. La terza classificata potrà accedere nella quinta federazione ranking. Un altro posto sarà assegnato al vincitore del campionato, il Percorso Campioni passa da quattro a cinque club. Gli ultimi due posti di qualifica andranno ai club con coefficienti più alti negli ultimi cinque anni, in questa posizione si aprono anche le qualifiche per Europa League e Conference League.

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La leggenda di King Kong: ecco come è nata

King Kong non è una leggenda è una vera e proprio mostro cinematografico che ha ispirato film colossal importantissime e riproposte con effetti moderni e musiche eccezionali anche negli anni Duemila. King Kong è un personaggio cult del cinema dove i registi e le produzioni cinematografiche si cimentano in ricostruzioni, effetti e interpretazioni.

Dalla RKO del 1933 all’Universal del 2005 sono state realizzati dei film di King Kong sempre diversi e adesso anche lo scontro con Gozilla, altra creatura cinematografica che ha impegnato registi, attori e anche stuntman.

Cercando giochi nel web e anche tra siti di scommesse online vi renderete conto quanto il grande gorilla dal cuore d’oro abbia ispirato i creatori del web tra videogame ma anche slotmachine ispirate alle ambientazioni più avventurose e temerarie. Ma come nasce veramente questo personaggio così importante?

L’idea fu di Merian C. Cooper: cineoperatore militare

Si deve a Merian C Cooper la nascita del personaggio King Kong, all’anagrafe il suo nome vero è Merian Caldwell Cooper, nato a Jacksonville, 24 ottobre 1893, e morto a San Diego il 21 aprile 1973. Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico statunitense vanta un importante e fondamentale lista di film e produzione, nel 1952 vinse il Premio OScar Onorario. Fu cineoperatore militare sul fronte polacco durante la prima guerra mondiale, le immagini e le riprese di quel tragico periodo storico lo dobbiamo a queste figure tra reporter e documentaristi, dei testimoni importanti anche per storici e studiosi. Sul fronte polacco Cooper incontrò Ernest Beaumont Schoedsack, altri regista, produttore e sceneggiatore cinematografiche che riprese anche la seconda guerra mondiale, in particolare l’Aereonautica da combattimento. King Kong nacque nel 1933 dopo le tante esperienze di Cooper come documentarista, è il suo personaggio più famoso, il lungometraggio per cui viene ricordato rispetto ad altri film comunque importanti.

La vera storia di King Kong così come lo raccontano le enciclopedie

Leggere come nacque il personaggio di King Kong è entusiasmate, dall’idea alla realizzazione del gigante buono da interpretare. Riportiamo fedelmente il racconto della nascita del primo vero King Kong.

L’idea gli venne parlando con l’esploratore scientifico del Museo americano di storia naturale W. Douglas Burden, che era rientrato da una piccola isola dell’Estremo Oriente dalla quale aveva portato il più grande rettile vivente mai trovato, il drago di Komodo. Cooper adattò l’idea della spedizione rimpiazzando il rettile con un gorilla. Fece quindi vedere a David O. Selznick un lungometraggio incompiuto, Creation del 1931, dedicato alla vita nell’epoca dei dinosauri e il film Il mondo perduto (The Lost World, 1925), realizzati con la tecnica del passo uno, convincendo il produttore (insieme con Willis H. O’Brien) della bontà del loro progetto. Selznick acconsentì a realizzare una bobina di prova. Quando la bobina fu pronta si riunirono tutti gli azionisti della RKO e assistettero alla scena del rovesciamento del tronco di albero da parte di King Kong. Il regista e il produttore ottennero subito l’autorizzazione a procedere e il film entrò in lavorazione.

Kong era un pupazzo articolato alto circa 45 centimetri, con uno scheletro di acciaio ricoperto di lattice e pelliccia di coniglio. Fu filmato, immagine per immagine, da Willis O’Brien e dalla sua équipe, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York, nelle cui riprese in tali ambientazioni furono usati dei pupazzi di Kong di diversa grandezza rispettiva di sei e otto metri. La tecnica del passo uno era già utilizzata da più di un decennio, ma O’Brien e gli altri tecnici degli effetti speciali hanno saputo miscelarla per la prima volta con altre tecniche, come la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata, per mettere gli attori in scene mai viste prima. Per le riprese in primo piano furono utilizzati anche numerosi accessori a grandezza naturale, come una mano articolata lunga 2,50 metri, un piede e una testa del mostro in grandezza naturale ricoperta da 40 pelli d’orso e manovrata da alcuni uomini all’interno, due busti di una cinquantina di centimetri ciascuno e uno anch’esso di grandezza naturale. Il ruggito di Kong fu ottenuto registrando quello di un leone, abbassato poi di un’ottava.

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